INVIATO DA: Fausto

Alla scoperta delle tradizioni e dei sapori della città di Pisa

Piccola e graziosa, Pisa mi ricorda una cittadina di tanti anni fa, frenetica si, eppure facile da vivere e facile da visitare rigorosamente a piedi. In buona parte il suo centro storico è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e per motivi di studio di recente sono riuscita ad organizzare un bel fine settimana a Pisa. Non ho scoperto solo belle architetture, ma anche gente socievole, belle tradizioni e una gastronomia dallo spiccato gusto toscano.

Ad interessarmi per prima cosa il nome di Pisa, sulla cui origine gli studiosi ancora non concordano. C’è chi pensa che la città sia stata chiamata così da greci fuggitivi che abbandonarono la propria patria il cui nome era appunto Pisa. Per sentirsi più a casa lo avrebbero riutilizzato anche in questo borgo italico, altri propendono per un’etimologia etrusca o ligure. In definitiva l’arcano non è stato risolto e questo contribuisce a creare ancora più fascino intorno alla cittadina.

La meraviglia principale che Pisa offre è sicuramente il Campo dei Miracoli, suggestivo e perso su un bel perenne prato verde, così come durante l’ottocento si decise. Varcate le soglie del campo si potrà ammirare l’elegante e imponente Duomo, all’interno del quale l’opera di maggiore prestigio è il pulpito di Giovanni Pisano, il Campanile che tutti noi conosciamo meglio come la Torre Pendente di Pisa dinanzi alla quale è impossibile non fermarsi per alcuni minuti tutti intenti ad ammirare e fotografare.

Sobrio e sontuoso anche il Battistero, candido come tutte le strutture presenti sul Campo, reso speciale dal pulpito esterno, opera di Nicola Pisano. La visita si chiude con il Camposanto, oggi in via di ristrutturazione a causa dei lontani bombardamenti cui fu soggetto durante la seconda guerra mondiale. Scopo del complesso religioso fu quello di rendere noto al mondo il potere di Pisa come repubblica marinara, ed in effetti il tentativo ha sortito un ottimo effetto.

Le foto scattate:


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