INVIATO DA: Margherita

Una vacanza a Pantelleria assaporando le essenze siciliane

Avevo già visitato la Sicilia sia in primavera che in estate, ma Pantelleria è stata tutta una scoperta. Piccola e scintillante, l’isola si propone a tutta prima come una meta ideale esclusivamente per una vacanza rilassante, votata al sole ed al mare. E di mare a Pantelleria c’è n’è di meraviglioso, come di baie e calette, intime e nascoste. Eppure l’isola è molto di più. Sorge distante settanta chilometri circa dall’Africa e ottanta dalla Sicilia e fa parte della provincia di Trapani.

La sua importanza storica è nota e ovvia. Posta nel cuore del mediterraneo facilitava gli scambi fra le diverse regioni affacciate sul mare, e di questi incontri e scontri oggi restano architetture imponenti, e soprattutto il carattere socievole degli isolani. Abbiamo avuto la fortuna di alloggiare in uno dei tanti dammusi rivisti e trasformati in piccole case per i turisti curiosi come me e mio marito. L’alloggio all’interno di un residence davvero gradevole, era tutto in pietra, e manteneva un eccellente fresco anche durante le ore più calde.

La nostra guida dopo averci fatto visitare una miriade di piccole spiagge ci ha consigliato di visitare le antiche tombe neolitiche locali, che nella forma somigliano tremendamente ai nuraghes sardi. Attraversando il territorio abbiamo scoperto agrumeti ad ogni angolo, divisi da muretti a secco caratteristici e controllati grazie i Giardini Panteschi, costruzione tipica dell’isola che un tempo doveva essere protezione per il vento e per gli sbalzi improvvisi di temperatura.

Specialità della tavola è certamente lo zibibbo, una sorta di vino liquoroso particolarmente dolce, il moscato e il passito. Da assaggiare almeno la ricotta locale e gli squisiti piatti di pesce fresco. Un viaggio da consigliare in qualsiasi stagione dell’anno.

Le foto scattate:


Ti è piaciuto il mio diario?