INVIATO DA: Samantha
Una vacanza estiva alle Bermuda di cui non mi sono pentita
Ho deciso di partire per le Bermuda un po’ per caso. Mio marito ne era letteralmente ossessionato quindi mi sono lasciata convincere facilmente. Devo dire che l’arcipelago britannico, sul quale si respira ancora un’aria di antico colonialismo, è una sorpresa per gli occhi e per l’animo. Potrete ammirare sparpagliate un po’ ovunque sui sette isoloti principale ville meravigliose, ricche, candide e in pieno stile coloniale, interagire con una popolazione allegra e socievole e dedicarvi alle vostre passioni, quali che esse siano.
Le isole principali sono sette, mentre l’arcipelago che possiede una caratteristica forma ad amo conta in totale 300 isolette in gran parte disabitate. Credetemi un vero e proprio paradiso marino. Da buona amante dello snorkeling e delle immersioni ho passato buona parte delle mie giornate sul fondale di un mare coloratissimo e davvero ricco che niente aveva a che spartire con i fondali visti in precedenza.
A stupirmi ancora di più i meravigliosi relitti che si possono visitare accompagnati da guide. Mi hanno detto che sparpagliati nell’arcipelago se ne possono contare circa 500. Io purtroppo ne ho potuto visitare solo tre, ma meritavano davvero la pena. Anche le spiagge non sono male. Le più belle si trovano nel South Shore Park. Io mi sono innamorata della Elbow Beach, leggermente meno frequentata rispetto alle altre, ma la più fotografata è certamente la Horse Shoe Bay.
Mio marito da buon amante della pesca si è dedicata a quella d’altura, una vera specialità sulle Bermuda, visti i fondali tanto ricchi. Si è inoltre divertito con il golf e insieme abbiamo scoperto le brezza del criket. Anche le cittadine riservano qualche sorpresa. La più graziosa è certamente St. George, che l’Unessco non a torto ha definito patrimonio dell’Umanità. Ben organizzata e ordinata si fa visitare molto semplicemente e offre una varietà di ristoranti e locali anche per i turisti più esigenti.





